Villaggio Terrata 2

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Aprile 2016
Il Procuratore Fiordalisi ha dato incarico ai Carabinieri di entrare con la forza nelle nostre case e asportare tutto il contenuto.
Non abbiamo ricevuto notifica dello sgombero.
Solo una telefonata dai passanti che non risultano siano diventati pubblici ufficiali.
Se la Cassazione dovesse darci ragione?
La erroneità della Sentenza n. 50189/15 della II Sezione penale della Corte di Cassazione, ha indotto il Prof. Benedetto Ballero ad evidenziare presso la stessa Corte di Cassazione l'errore abnorme. Il Professore ha  provveduto a depositare ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. avverso la medesima pronuncia, con richiesta di sospensione della sua esecuzione.
Il P.M. non ha considerato nulla, d'altronde ha anche ignorato la sentenza del Consiglio di Stato che bloccò un primo tentativo di sgombero.
Quindi, chi pagherà le spese del trasloco?
E' sempre pendente presso la Grande camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo i casi G.I.E.M. S.r.l.(n. 1828/2006), Hotel Promotion Bureau S.r.l. e Rita Sarda S.r.l. (n. 34163/2007) e Falgest Srl e Girona (n. 19029/2011) c. Italia, aventi ad oggetto la medesima misura della confisca per lottizzazione abusiva, applicata anche al nostro immobile e che l'udienza si è tenuta il 2/9/2015.
Tale sentenza è di imminente emanazione ed è evidente che essa inciderà direttamente anche sulla nostra posizione. Se, peraltro, la sentenza dei Giudici di Strasburgo dovesse  confermare quanto già detto nei casi Sud Fondi S.r.l. e altri c. Italia e Varvara c. Italia, i danni patiti sarebbero da aggiungere a quelli già subiti fin'ora.
Ricordo che  anche noi proprietari abbiamo ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per la violazione dell’art. 6 (Ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata), 7 (Nessuno può essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui è stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale) e dell’art. 13 (Ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
A questo punto non abbiamo più altro da perdere, sarebbe il caso di cominciare a rompere le scatole a destra e a manca.
Paghiamo l'immobilismo dei primi 10/15 anni, di chi ci consigliava di attendere che il comune avesse messo tutto a posto.... Ha messo a posto.... Facendo un illegittimo ricorso in Cassazione per entrare in possesso dei nostri appartamenti.
La misura è colma.



Febbraio 2016
La Corte di Cassazione con sentenza del 9/12/2015 ha inspiegabilmente restituito gli immobili al Comune di Golfo Aranci.
I giudici hanno deciso di far soffrire ancora onesti cittadini avallando di fatto il comportamento di un Comune che gli stessi giudici nel 2007 hanno individuato come colui che ha rilasciato concessioni illegittimamente emesse e comunque inefficaci, che hanno avuto l'effetto di comportare una trasformazione del territorio incompatibile con la normativa urbanistica regionale in quanto su quei terreni nulla poteva essere costruito.
Nessu problema.
La battaglia continua.


4 settembre 2015
La Corte Europea decide sulla confisca
Il ricorso alla Gran Chambre della Cedu è stato presentato dai costruttori per la presunta violazione dei diritti di proprietà.
Saranno i 17 giudici internazionali della
Grand Chamber del Cedu, la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, a dare una risposta definitiva all’annoso caso giudiziario di “Terrata 2”. E la decisione della Gran Camera potrebbe, in caso di accoglimento del ricorso, obbligare lo Stato italiano a risarcire i costruttori e, a cascata, tutti gli acquirenti in buona fede per i danni subìti nella lunga sequela di sequestri penali seguiti alla dichiarazione di confisca dichiarata nel 2003 delle 88 villette. Una confisca decisa in sede penale dal tribunale di Tempio per irregolarità nella destinazione d’uso della case al mare e mai formalizzata e fatta propria dall’amministrazione comunale di Golfo Aranci. A chiedere il giudizio dell’organismo internazionale (che ha competenza e decide sulle controversie giudiziarie e private dei 47 Stati aderenti al Cedu) erano stati gli amministratori della Rita Sarda Srl (la società costruttrice dell’immobiliarista ed ex dipendente della Presidenza del consiglio dei ministri Rita Pulcini) e la Hotel Promotion Bureau srl, una società in liquidazione che si occupò di cedere gli immobili realizzati su un terreno di 33 ettari in zona F sul litorale di Golfo Aranci con destinazione d’uso alberghiera, società gestita dai figli di Rita Pulcini, Marsino e Luca Cieri. Gli avvocati Giuseppe Lavitola e Vittorio Manes, che rappresentano il costruttore e i diversi immobiliaristi che si occuparono della cessione degli immobili, hanno fatto ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo perché ritengono che sià stato violato l’articolo 7 della Cedu in relazione alla confisca dei beni, avvenuta quando vi era già la prescrizione dei reati contestati, ovvero l’abuso edilizio. La decisione di Strasburgo, i cui giudici hanno discusso il caso mercoledì scorso, è attesa con ansia dai tantissimi proprietari che, negli anni, hanno acquistato gli immobili sorti sul mare con le deroghe regionali imposte per le residenze turistico-alberghiere e poi trasformate e cedute come singole unità abitative. I proprietari, che da anni lottano tra sequestri, ricorsi, e contro sequestri, si sono affidati agli amministrativisti cagliaritani Benedetto Ballero e Rita Dedola i quali hanno, con i loro ricorsi, annullato ogni intervento della magistratura sugli immobili.
Tutto questo in attesa del pronunciamento, sulla infinita querelle giudiziaria, del Consiglio di Stato. Nelle more di questa decisione i due avvocati sardi hanno inoltrato, per conto dei loro assistiti (una trentina di proprietari), l’ennesimo ricorso anche davanti alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, la cui sentenza (attesa a giorni) formerà giurisprudenza per ogni decisione futura. «Ma il nostro ricorso – ha spiegato ieri l’avvocato Benedetto Ballero – si fonda su basi ben diverse, rappresentando il diritto, violato, di proprietà regolarmente contratto da parte dei nostri assistiti». Il caso di “Terrata Due” continua, dunque, ad impegnare i giudici di mezza Europa a distanza di venticinque anni dall’avvio dei primi procedimenti penali. E tutto questo perché, stando alle carte processuali, le amministrazioni che si sono succedute dal 2003 in poi non hanno mai avuto il coraggio o la volontà di far propria la sentenza di confisca emessa dal tribunale
di Tempio che, nel sottrarre gli immobili alla disponibilità dei proprietari, li consegnava al patrimonio comunale. Che avrebbe dovuto, con una semplice (?) delibera, acquisirli. Cosa che non è mai stata messa all’ordine del giorno. Da qui l’infinita querelle giudiziaria di “Terrata Due”.


9 giugno 2015
A seguito dell'ennesimo articolo non corretto de la Nuova Sardegna ho inviato una mail al signor Cocco, giornalista che ha scritto l'aricolo.
Questo il testo:


Buonasera gentile sig. Cocco,
ho letto l’articolo.
E’ sconcertante notare come dopo quasi 20 anni non siate riusciti a leggere per bene le carte processuali.
La sentenza della Cassazione sostiene che la lottizzazione è stata dichiarata abusiva in quanto “ai sensi dell’art. 12, 6° comma della L.R. 45/1989, modificato dalla L.R. 11/1992 a decorrere dal 22/6/1992, NON POTEVANO PIU’ ESSERE RILASCIATE CONCESSIONI EDILIZIE QUALI QUELLE RILASCIATE INVECE ALLA SRL RITA SARDA IL 31/8/1992 E IL 23/11/1992”. E chiaramente queste licenze ILLEGITTIME le ha rilasciate il Comune di Golfo Aranci.
La Cassazione rileva solo “PER COMPLETEZZA” il cambio di destinazione d’uso imputabile alla mancata gestione unitaria della RTA, in quanto “una RTA dunque era ravvisabile - INDIPENDENTEMENTE DALLA PROPRIETA’ DELLE SINGOLE UNITA’ ABITATIVE, CHE BEN AVREBBE POTUTO ESSERE FRAZIONATA ANCHE TRA PIU’ SOGGETTI – in quanto essa fosse stata effettivamente fruibile da parte di una generalità indeterminata di utenti, a fronte di una gestione unitaria dell’intero complesso”.
Pertanto:

  • la lottizzazione abusiva accertata dipende dalle concessioni illegittime rilasciate dal Comune di Golfo Aranci, in quel posto, da quanto accertato dalla magistratura, non si poteva edificare nulla. Forse per questo motivo il comune si sente imbarazzato, l’errore principale è stato il suo.

  • il complesso poteva essere frazionato e venduto, ma sempre gestito in maniera unitaria.

Le ricordo che il 2 settembre ci sarà la sentenza della CEDU che giudicherà la Rita Sarda e a ruota seguirà la nostra sentenza, perché saprà certamente che anche noi abbiamo fatto ricorso alla CEDU.
A disposizione per eventuali delucidazioni, porgo distinti saluti.


29 maggio 2015
I Carabinieri stanno togliendo i lucchetti che il Tribunale ha dichiarato essere illegittimi.


30 marzo 2015
La Grande Camera della CEDU ha fissato l'udienza al 2 settembre 2015 per la Rita Sarda, società che realizzò il complesso immobiliare. La causa è stata mandata direttamente alla Grande Camera, senza passare per il primo grado, in quanto l’argomento in oggetto è di massima importanza. In questo modo, nessuno dei ricorrenti avrà la possibilità di appello e il Governo Italiano dovrà allinearsi a quanto verrà stabilito.
Clicca qui

26 marzo 2015
La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 49, ha affrontato il tema della confisca in presenza di prescrizione dei reati.
Per quanto riguarda la nostra posizione è stato fissato un importantissimo principio di diritto:
tali considerazioni chiariscono che il terzo acquirente di buona fede, che ha a buon titolo confidato nella conformità del bene alla normativa urbanistica, non può in nessun caso subire la confisca. Va poi da sé che l’onere di dimostrare la mala fede del terzo grava, nel processo penale, sulla pubblica accusa.
Nel nostro caso, non c'è mai stato un giusto ed equo processo, non siamo mai stati inquisiti e mai ascoltati in alcuna fase di un procedimento penale nel quale un giudice avrebbe potuto dimostrare la mala fede.
Sentenza 49/2015

21 marzo 2015
Lo sgombero disposto dal P.M. è stato
ANNULLATO.
Rientriamo in possesso delle nostre case.
Giustizia è fatta.

Scarica l'ordinanza

17 febbraio 2015
Siamo onorati che il P.M. si sia fatto un giretto
al villaggio, almeno si sarà reso conto
che ville non sono.
E siamo anche contenti che si sia fatto un giretto tra le numerose vere VILLE dalle quali puoi buttarti a mare senza rincorsa.
Sassari Notizie


14 febbraio 2015
Presentato il ricorso avverso tale ennesima ingiustizia.


6 febbraio 2015
Il P.M. perde su tutti i fronti in Cassazione e
si inventa un'altra cosa.....
Poveri soldi di tutti noi italiani!!!
Sperperati in questo modo......
Combatteremo questa ulteriore cattiveria
in tutte le sedi.
La Nuova Sardegna del 6/2/2015


19 dicembre 2014
La Corte di Cassazione da torto al giudice Fiordalisi che si era appellato alla sentenza con la quale il Tribunale del Riesame ci aveva restituito gli immobili.
Cass. pen. Sez. II, Sent., (ud. 09/12/2014) 19-12-2014, n. 52736
Interessante l'ultima frase della sentenza:
...omissis...quegli immobili che essi avevano acquistato e che, solo dopo anni di processi, sarebbero stati confiscati e, quindi, divenuti di proprietà del Comune di Golfo Aranci ossia quello stesso Comune che aveva rilasciato le concessioni edilizie ritenute solo a seguito di tre gradi di giudizio illegittime...omissis...

CHI SBAGLIA VIENE PREMIATO!!!!!!



13 giugno 2014
Il tribunale ha nuovamente dato torto al P.M..
Le chiavi vanno ai legittimi proprietari che sono qualificati all'utilizzo degli immobili i quanto autorizzati dal Consiglio di Stato.
Inoltre è sempre pendente una causa alla CEDU.
Ricordiamo che la Grande Camera della CEDU ha rigettato il ricorso del Governo Italiano che aveva impugnato la sentenza Varvara che impone allo Stato italiano di eliminare la confisca degli immobili se gli imputati non sono stati condannati per prescrizione dei reati a loro contestati. E' il caso della Rita Sarda e quindi il nostro caso. La legge italiana DEVE uniformarsi alla legge europea,
pertanto la nostra confisca è illegittima.
Lo Stato o si adegua, o paga.
Grazie a tutti coloro che ci sostengono.


Lettera all'Unione Sarda

4 aprile 2014
Abbiamo contestato la revoca del sequestro probatorio, vogliamo indietro le nostre case, altro che sequestro preventivo, le abbiamo pagate sudando onestamente e pagando le tasse.
Anche voi giornalisti, dopo quasi 20 anni ancora non avete capito cosa è successo e continuate a scrivere inesattezze.....

25 marzo 2014
La preda stava scappando.......
E siccome il sequestro probatorio non reggeva,
si è magicamente trasformato in sequestro preventivo......
Potete ridere.

18 marzo 2014
Il Magistrato ha autorizzato i carabinieri ad entrare in casa per svolgere le indagini e dare un nome, attraverso gli oggetti rinvenuti, ai rei..........

E' paradossale, come può un Magistrato incolpare chicchessia di esser stato li senza averlo trovato???
Se c'è la foto del Papa appesa, caro Francesco,
sarai inquisito!!!!!
E' quanto mai inopportuna questa mossa, visto che il 25 marzo si discuterà il ricorso al tribunale del Riesame. Non sarebbe stato meglio aspettare?
A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.
(Giulio Andreotti)


25 febbraio 2014
UN ALTRO ATTACCO ALLE NOSTRE CASE.
IL MAGISTRATO HA SEQUESTRATO GLI IMMOBILI.
L'ACCUSA: INVASIONE DI TERRENI E IMMOBILI ALTRUI!!!
SI IGNORANO I NOSTRI DIRITTI, SI IGNORA IL CONSIGLIO DI STATO CHE HA BLOCCATO GLI SGOMBERI.
SI CALPESTA LA NOSTRA PROPRIETA'.
E LE OLTRE 300 LOTTIZZAZIONI IN TUTTA LA SARDEGNA COSTRUITE CON LE STESSE LEGGI?
PERCHE' SI FA FINTA DI NIENTE?
CHI C'E' DIETRO?
NOI ESPIAMO LE COLPE DI TUTTI.


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